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Progetto riabilitativo e tempi comunitari
Volendo proporre una chiara linea educativa e terapeutica, per coloro che liberamente scelgono di entrare in Comunità per prepararsi ad una "vita equilibrata e dignitosa", si puntualizza che la proposta comunitaria si attua nello spazio di tempo di un anno e mezzo
si precisa che il passaggio dei tempi e la permanenza in Comunità non sono fatti cronologici ma della maturità acquisita, dimostrata e riconosciuta dalla Comunità
Precolloquio di conoscenza
con la presenza dei genitori o di chi ne fa le veci, possibilmente con una relazione ed eventuale parere del Ser.T. di provenienza
Colloqui di presa in carico
il giovane dovrà presentarsi settimanalmente al colloquio accompagnato sempre dai genitori e dovrà dar prova degli impegni assunti nella settimana trascorsa
i colloqui devono iniziare con l'autorizzazione del Ser.T. di provenienza
i colloqui possono essere interrotti qualora il giovane non abbia rispettato gli impegni assunti (se ha bucato, se ha bevuto, se è uscito da solo, etc)
saranno gli operatori a stabilire, caso per caso, i tempi necessari ai colloqui prima di stabilire la data d'ingresso in Comunità in accordo con il Ser. T.
1º TEMPO – durata 8 mesi (prolungabili) periodo di conoscenza – inserimento – socializzazione
conoscenza
del programma, degli ambienti, degli orari e delle norme, degli incaricati e dei responsabili
inserimento
nel gruppo di appartenenza (gruppo ultimi), nel laboratorio e attività lavorativa secondo le attitudini personali ed esigenze comunitarie
socializzazione
partecipazione a tutte le proposte comunitarie con verifica personale, di gruppo e comunitaria
socializzazione nel lavoro, nel tempo libero impegnato, nello sport ed attività ricreative, nella cultura, lettura e scuota, nei lavori ed impegni di gruppo.
in questo tempo il giovane non potrà:
portare radio, TV libri, giornali, soldi e medicine
ricevere o fare telefonate
scrivere né ricevere lettere o cartoline
uscire da solo, ma in gruppo e in compagnia dell'incaricato
entrare in locali pubblici, né bere alcolici
chiedere e ricevere dai familiari biancheria o roba personale
rifiutarsi di vivere le proposte della vita comunitaria
dopo 6 mesi di accoglienza, il giovane potrà incontrare i genitori che saranno invitati a partecipare agli incontri periodici organizzati dalla stessa Comunità
2º TEMPO – durata 6 mesi (prolungabili) periodo di stima – prima autonomia – fiducia
stima
di sé e del progetto terapeutico che si sta vivendo: è essenziale che il giovane trovi in sé le motivazioni per approfondire la proposta comunitaria
prima autonomia
nel gestire piccoli spazi e vivere semplici impegni, con una verifica costante e puntuale: passare dall'accettazione passiva delle norme all'autodeterminazione
fiducia
è il segno di maggiore capacità di relazione con se stesso e con il gruppo: saper accettare i suggerimenti e le proposte che servono ad accrescere questa fase importante di responsabilità, lasciandosi guidare dalle presenze educative
in questo tempo il giovane potrà:
ricevere telefonate dai genitori al sabato o alla domenica della prima settimana di ogni mese dalle 20,30 alle 21,30
ricevere particolari incarichi in Comunità da verificare puntualmente con il Responsabile e gli operatori
avere rapporti con persone e situazioni esterne conosciute dalla Comunità
al 20° mese di vita comunitaria, se la situazione sarà favorevole e il cammino percorso considerato positivo, fare un rientro a casa, in famiglia per un periodo non superiore a tre giorni, con una programmazione e un accordo tra Comunità, famiglia e Ser.T.
al termine di tale periodo di prova ci sarà una verifica tra le parti
al 24° mese di vita comunitaria si ripeterà l'esperienza di rientro a casa, in famiglia per un periodo non superiore a sette giorni
al rientro in Comunità ci sarà una puntualizzazione generale del cammino per valutare e accordare insieme (giovane, comunità, famiglia, Ser.T.) la possibilità e le modalità di un progetto finale di reinserimento, entrando così nella terza fase del programma
3º TEMPO – durata 4 mesi (prolungabili) reinserimento – fiducia finale – servizio di volontariato
reinserimento
nell'ambito familiare, lavorativo e sociale
fiducia finale
è il segno dell'acquisizione della fiducia in se stessi, negli altri e nel progetto finale di reinserimento che ora si deve realizzare
servizio di volontariato
è un tempo, dopo il programma terapeutico, che il giovane potrà vivere con un rapporto di collaborazione in ambito educativo e lavorativo
in questo tempo il giovane potrà:
ricevere soldi dalla Comunità per eventuali necessità ed esigenze
uscire da solo, ma mai bere alcolici o frequentare locali poco raccomandabili
partecipare ad alcune manifestazioni di carattere culturale
costruire un rapporto affettivo che lo stimoli e lo aiuti
fare rientri a casa, in famiglia 1 volta al mese per 3 giorni
lasciare la Comunità quando la stessa esprime parere positivo e favorevole
previo accordi con il Responsabile e sentito il parere del Ser.T., rimanere ancora in Comunità per un periodo concordato, per una maggiore stabilizzazione.
in questa ultima fase è necessario che il giovane abbia una verifica costante sull'affidabilità del progetto finale e dia prova di buona capacità di adattamento alle novità
non attenendosi a questi accordi il giovane può essere dimesso